I continenti si sono formati e suddivisi più volte nella storia della Terra.
Circa 520 Ma or sono le terre continentali erano in gran parte coperte da mari poco profondi ed un continente, denominato Gondwana, si trovava vicino al Polo Sud.
La danza dei continenti è continuata senza soste: il Gondwana si è spostato di nuovo a sud e poi, nel periodo Carbonifero, lo si ritrova più verso l'Equatore, in un clima caldo favorevole ad un rigoglio di vegetazione, non più rinnovatosi così imponentemente.
Verso 300 Ma or sono, alla fine del Carbonifero, inizia la formazione di quello che sarà il supercontinente Pangea, unito al Gondwana a sud dell'Equatore.
Lo sviluppo successivo di Tetide è particolarmente interessante perché darà luogo alle fratture che formeranno gli attuali continenti
e perché diventerà il Mediterraneo dopo vicissitudini geologiche fra le più vivaci nella storia della Terra.
Si rileva la necessità di studi più approfonditi di questa zona, anche a seguito della scoperta, nel 1999, di centinaia di orme di Adrosauri in Puglia (Dalla Vecchia 2000) e di resti di un dinosauro carnivoro,
di tipo Carnosauro chiamato provvisoriamente Saltriosauro, ritrovato in provincia di Varese in rocce di 200 Ma or sono (WEB2). Questi grossi dinosauri non potevano certamente vivere su piccole isole sparse nelle acque basse del Tetide: avevano bisogno di ampi spazi.
da tante porzioni di crosta terrestre che hanno fatto parte, da 200 Ma in poi, di diverse aree geografiche mediterranee.
All'inizio del periodo si trovava, lambita dal Tetide, ubicata sulla parte Nord del Pangea, denominata Laurasia, circa dov'è ora Ginevra, mentre le Dolomiti si stavano sedimentando a sud est in un mare poco profondo.
Sulle Dolomiti orientali e nel trentino sono però state rinvenute orme di dinosauri risalenti a tale epoca o più antiche.
si suddivide in piattaforme più piccole, circondate da mare profondo e la Sardegna è un'isola ancora a nord ovest dell'area che diverrà il Trentino.
Nel Cretaceo medio, circa 115 Ma fa, incomincia a formarsi un abbozzo dell'Europa occidentale, separata dall'Africa dall'Oceano Tetide. L'apertura dell'Atlantico meridionale inizia a spingere l'Africa verso nord est che, successivamente, inizierà a collidere, con le sue propaggini, con l'Eurasia.
Nel Cretaceo superiore, verso 65 Ma fa, la Tetide, nella parte che diverrà il Mediterraneo orientale,
inizia a restringersi per la continua rotazione dell'Africa in senso antiorario. La piattaforma dell'Europa Occidentale si è estesa e la Sardegna, o meglio il blocco sardo- corso, si è attaccato a quella che diverrà la penisola iberica.
e che da questo scontro nascano i primi rilievi delle Alpi.
Con il ricongiungimento di Africa ed Eurasia, avvenuto circa 18 Ma fa, del vasto oceano chiamato Tetide rimane solo una traccia che formerà il Mar Mediterraneo ,
per alcuni milioni di anni però molto aperto ad occidente: un profondo golfo dell'Oceano Atlantico, con però scarsi scambi di acque con l'oceano per la presenza di soglie.
che si immerge sotto quella continentale o innescata dalle fratture formatesi nella zona compressa tra Africa e Europa,provoca l'inarcamento e la rottura della crosta. Questo fenomeno stacca dal continente occidentale il blocco sardo-corso e lo sposta verso la posizione attuale, formando alle sue spalle il bacino balearico. Lo spostamento del blocco sardo-corso termina in corrispondenza dell'irregolare bordo occidentale della zolla africana dove il movimento di compressione ha cominciato a formare gli Appennini.
Intorno a 8 milioni di anni fa si ripete più a Est un fenomeno analogo a quello che aveva formato il bacino balearico. Un'altra frattura, con andamento grosso modo da Nord a Sud, separa la penisola italiana dalle terre che oggi formano la Corsica e la Sardegna. Questa frattura si allargherà lentamente fino a diventare un nuovo mare, il Tirreno, e spingerà la penisola italiana verso Est. La parte sud est del Tirreno si aprirà più tardi, dopo circa i 5 Ma fa. La rotazione antioraria della penisola, ancora oggi in atto, provoca un'ulteriore compressione sulla catena degli Appennini che si deforma."(WEB 4)
Il piano geologico Messiniano (da Messina, Italia), definito internazionalmente da 7,24 Ma fa a 5,33 Ma fa, con durata quindi di 1.9 milioni di anni, è stato teatro tra 5,96 Ma fa ed il suo termine, per 630 mila anni, dell'evaporazione ripetuta del Mediterraneo con la deposizione ed accumulo di 1 milione di km3 di evaporiti, che si stima equivalente a circa il 5% dei sali disciolti negli oceani (salinità attuale media: 35 per mille).
Sei milioni di anni fa, mentre il Mediterraneo non differiva di molto da quello attuale, la soglia di Gibilterra si è ristretta ed alzata riducendo, od anche, talvolta, interrompendo l'apporto di acqua oceanica.
La sua salinità è maggiore di quella atlantica, 37 per mille (39 per mille nella zona orientale) e quindi le sue acque, più dense, nonostante siano più calde (temperatura minima sui fondali: 13 °C), escono sul fondo della soglia di Gibilterra (350 m di profondità) mentre acqua oceanica entra in superficie. I valori stimati sono, all'anno: 55.200 km3 in entrata e 51.890 km3 in uscita.
Quando l'acqua di mare si è concentrata del 50% precipitano i carbonati (CO3), del 70% i solfati, p.e. il gesso (solfato di calcio biidrato), del 90% i cloruri (che rappresentano il 98% delle evaporiti) e del 95% i sali di magnesio e potassio.
L'evaporazione di una quantità di acqua di mare media di 1500 m di profondità darebbe uno spessore delle evaporiti sopracitate di 22,4 m. Considerando la quantità accumulata di evaporiti si comprende che l'apporto di acqua atlantica non si deve essere interrotto che saltuariamente.
Nel 1970, la nave di perforazione americana Glomar Challenger, nella sua prima spedizione dedicata all'esplorazione geologica del Mediterraneo, scoprì inaspettatamente le evaporiti, sepolte sotto i sedimenti del mare, da quello occidentale a quello orientale, in una dozzina di pozzi.
Il livello del Mediterraneo è stato, per lunghi periodi anche 2.5 - 3 km più basso dell'attuale, formando anche laghi alimentati da fiumi che hanno profondamente inciso gli alvei.
l'incisione si è spinta fino ad Assuan, 1200 km a monte del delta. Il canyon creato dal "Protonilo" durante il Messiniano era largo, all'altezza del Cairo, 10 km e profondo 2 km. Questi canyon sono stati successivamente riempiti da sedimenti marini.
Il ritorno dell'acqua oceanica è stato rapido e isocrono in tutto il Mediterraneo, dal momento che si osserva un brusco cambiamento nei sedimenti, con depositi di argille immediatamente sopra le evaporiti. Le velocità di sedimentazione che erano molto alte durante il Messiniano (diversi millimetri/anno) si abbattono di colpo a pochi cm/1000 anni.

Nell'ultimo mezzo milione di anni si sono avute 4 grandi glaciazioni, l'ultima delle quali ha avuto il suo massimo "solo" 18 - 20 mila anni fa (LGM). Si stima che in quel periodo il livello degli oceani fosse più basso di 120 m rispetto all'attuale, con un volume di ghiaccio, sui continenti, valutato in 80 milioni di chilometri cubi. Di questi, circa 50 si sono sciolti, al termine della glaciazione, in un tempo geologicamente brevissimo, dando luogo, probabilmente, alla "memoria storica" del diluvio universale.BIBLIOGRAFIA
Cita M. B. 1988: "Il disseccamento del Mediterraneo alla fine del Miocene", ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI, Rendiconti della Classe di Scienze Fisiche e Naturali, Roma.
Cita M. B. 2001, volume a cura di Briegel V. e Wang P.; ediz . Elsevier. (per il momento ricevuto in manoscritto).
Cita M. B. 2002, (informazione verbale).
Dalla Vecchia F.M. 2000: LE SCIENZE n° 387 p. 78; Novembre 2000.
Manzoni M., 2001: La natura dell'Antartide; CNR, Springer-Verlag Italia, Milano.
WEB